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Il sindaco dice sì alle proposte fatte da Snoq

La Sicilia – 24/10/2012 – di Pinella Leocata

Ancora una vittima dell’ottusa violenza maschile. Ancora una donna, questa volta a Trecastagni, travolta dalla furia dell’uomo con cui conviveva e che voleva lasciare, proprio a causa dei suoi continui maltrattamenti. E’ scampata alla morte, ma la vastità e l’escalation di questa ininterrotta strage di donne è una questione sociale e culturale che la politica non può più permettersi di ignorare. La cronoca registra con agghiacciante monotonia che il movente del femminicidio si riassume in uno solo: nell’incapacità del partner maschio di accettare l’autonomia della propria compagna e, dunque, anche la scelta di troncare un rapporto ritenuto insoddisfacente. Una libertà che mina alla radice la sicurezza in sé dei maschi psicologicamente più fragili che reagiscono con violenza scomposta credendo così di eliminare il problema.[...]

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I “Femminismi” di Emma

Argo – 15/04/2011

Quattro gocce di Valium per superare l’emozione del parlare in pubblico. Emma Baeri, storica e femminista catanese storica, le ha prese poco prima dell’incontro nel quale era relatrice, organizzato giorni fa nei deliziosi spazi della libreria Voltapagina di Catania, dal circolo “Rosa L.-Partito della Rifondazione comunista. Tema i “Femminismi”, tanti quante le diverse pratiche politiche, esperienze mondiali e italiane di un movimento, di un fenomeno non ancora concluso, forse solo in attesa di… riprendere fiato ed energia.
Ma di tranquillanti non ce ne sarebbe stato bisogno. Il discorso di Emma si è snodato fluido e ricco come un fiume in piena e ramificato come il suo delta. Tanti sono stati gli stimoli, le sollecitazioni, gli spunti, e talmente poco il tempo disponibile per i grandi argomenti da trattare che si è deciso di rivedersi per riparlarne ancora.[...]

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Link http://www.argo.catania.it/2011/04/15/

 

A scuola per imparare a rispettare la donna

Argo – 9/04/2011

Corpo delle donne per fare audience e vendere qualunque merce? No, le donne hanno ben altre risorse. Ne hanno discusso con gli alunni del Turrisi Colonna e del Lombardo Radice le promotrici di una interessante iniziativa che si dovrebbe e potrebbe svolgere in altre scuole. Ce ne parla Graziella Priulla, docente alla facoltà di Scienze Politiche di Catania.

Ho una figlia bambina. Come le spiego le veline e le meteorine e le letterine e le schedine e le professorine e le coloradine? Come posso commentare con lei la professione di “ragazza-immagine”? Cosa le dico del perché in tv le femmine stanno in bikini e sono mute mentre i maschi sono vestiti di tutto punto e parlano? O del perché ci vuole una donna nuda per pubblicizzare una betoniera?[...]

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Link www.argo.catania.it/2011/04/09

 

Se tv e pubblicita’ degradano la donna e la sua immagine

La Sicilia – 16/03/2011

Catania. Non c’è potere più grande di quello di nominare l’altro, di attribuirgli significato e valore. E oggi questo avviene attraverso le immagini, soprat- tutto quelle della pubblicità e della televisione, le più potenti, evocative, fascinose. Immagini che, in Italia, definiscono le donne come mero corpo, corpo nudo, bello, levigato, corpo a disposizione. In Italia – caso a sé e oggetto di imbarazzo e di studio da parte degli altri Paesi occidentali – la donna è sempre presentata come un oggetto: giovane, bella, nuda, ammiccante, sempre pronta al desiderio maschile, e muta. Gadget disponibile per gli utilizzatori finali.
Nella pubblicità e in televisione passa il messaggio che la donna può puntare e contare soltanto sulla bellezza, che è solo attraverso questa che può raggiungere denaro e potere considera- ti come valori unici e supremi al punto da avere prodotto anche l’inedito fenomeno delle «madri-maitresses», le madri che invogliano e aiutano le figlie a vendersi al miglior offerente e lo fanno rivendicandone la legittimità con pubblico orgoglio.[...]
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Le parole rubate

di Pinella Leocata
La sicilia – 9/03/2011

C’è chi l’8 marzo ha scelto di celebrarlo con una riunionedi lavoro in un luogo istituzionale: la facoltà di Scienze Politiche.
Sono «Le voltapagina», alcune donne che si sono ritrovate insieme il 13 febbraio alla manifestazione «Se non ora, quando?».
Un fiume di donne in marcia, una camminata civile senza slogan e senza comizi che le ha indotte a rimettersi in gioco, a riprendere il filo di un discorso mai interrotto, ma per troppi anni intrecciato in contesti separati.
Così donne diverse per età, esperienza e contesto lavorativo si sono dette che è giunto il momento di riprendersi la scena pubblica. «Rimettiamo al mondo l’Italia» è la loro sfida.[...]

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