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Buongiorno Olympe!

Buongiorno Olympe!

marzo 8, 2012  |  Rubrica Impostorica

Alba dell’otto marzo 2012.
Forse anche tu, mia cara, fosti insonne la notte dell’otto marzo 1791, ancora e ancora arrovellandoti sulla tua Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina! Fu sicuramente quella notte che scrivesti l’articolo 12, un colpo di genio :” La garanzia dei diritti della donna e della cittadina implica un più grande interesse comune; questa garanzia deve essere istituita a vantaggio di tutti e non solo  per l’interesse privato di coloro alle quali è attribuita”. Eri arrabbiatissima per il modo in cui due anni prima i tuoi “fratelli” rivoluzionari nella loro Dichiarazione avevano risolto la questione della garanzia dei diritti (“La garanzia dei diritti dell’uomo e del cittadino ha bisogno di una forza pubblica; questa forza è dunque istituita per il vantaggio di tutti e non per l’utilità particolare di coloro ai quali essa è affidata”): chi erano questi “tutti”? Avevano essi le medesime esigenze? Essi? Esse? La cosa puzzava d’imbroglio.

Dietro quelle parole “universali” di cittadinanza si celava il silenzio sui corpi concreti delle cittadine – fu questo certamente il tuo pensiero. Così, con la lucida sanissima follia di quella notte insonne aggiungesti due parole che in francese sintetizzavano la tua indignazione, “utilité majeure”, e consegnasti alle cittadine del futuro un lascito ancora non speso, l’assoluta compatibilità teorica e politica tra tutela della differenza e libertà nell’uguaglianza “per il vantaggio di tutti”, il solo modo per le donne di entrare nel patto di cittadinanza intere, in carne ed ossa. Penso: quale guadagno civile se nei duecento anni trascorsi in ogni scuola si fosse studiata la tua Dichiarazione! Quanto la luminosa ovvietà della tua idea ci avrebbe dato l’agio di una cittadinanza normale, comoda, confortevole!

E ancora oggi, quanto tutte le politiche di tutela, che pure parte del femminismo disdegna, sarebbero amiche della libertà femminile! Libertà riproduttiva, tutela della maternità, pari opportunità,  quote paritarie incluse (perché no?), un lavoro equamente retribuito, senza clausole escludenti, differentemente organizzato, non farebbero inarcare le sopracciglia a molti e a molte, sarebbero il diritto delle donne a una differente uguaglianza, nell’interesse generale, a vantaggio di tutti… perchè non è il corpo femminile a doversi piegare alla legge, ma la legge a questo corpo. Ancora grazie e stragrazie quindi, mia cara Olympe, per quella tua geniale notte insonne. Tutti i miei gatti dormono. Io ti penso con orgoglio e allegria, e provo a riprendere sonno… alle quattro del mattino dell’otto marzo 2012.

 


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