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Tre donne

Tre donne

dicembre 20, 2011  |  Rubrica Resilienza

di graziella priulla

Su un tema intricato come la riforma del mercato del lavoro ci saranno presto intorno al tavolo della negoziazione tre donne in ruoli decisionali “pesanti”. Una forte rottura simbolica, una svolta nel costume degli italiani: a dimostrazione del fatto che il valore femminile può emergere anche in un contesto difficile, e che la sua affermazione non passa da una generica rivendicazione populista di una presenza purchessia, ma dal lucido appoggio politico offerto da tutte noi al lavoro e al merito, all’autorevolezza conquistata sul campo. Invito le amiche e compagne a leggere su Repubblica del 20 dicembre l’articolo di un’altra donna brava e autorevole, Chiara Saraceno: “Tre donne per una riforma”. Affidiamo a Elsa, a Susanna e a Emma un compito arduo, che legioni di maschi non sono riusciti a sbrogliare, cercando di metterci nei loro panni di portatrici di interessi, ciascuno dei quali ha delle ragioni.

Non sarà possibile e non sarebbe giusto che ciascuna di noi non parteggiasse: essere di parte non è un difetto, anzi. La politica è fatta di parti, la società è fatta di parti, la vita è fatta di parti. Sarà doveroso però ascoltare con rispetto e valutare con serenità le ragioni contrapposte, senza pregiudiziali acritiche, senza slogan, senza anatemi. Cercando prima di informarci bene su un groviglio complicato di norme accumulate nel tempo, che ha portato a situazioni anche sclerotiche, anche paradossali, entro cui forse anche molte donne si sono ritagliate nicchie di privilegio. Pensando non solo alla situazione nostra di ragazze del ’900, ma alle generazioni nuove, che premono alle porte di un mercato del lavoro che anche noi abbiamo contribuito a sbarrare.

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2 Comments


  1. La nomina delle tre ministre è stata un forte segnale “di rottura”, ci ha sorprese e al contempo ci ha dato la speranza di un cambiamento possibile. Si parteggerò, è inevitabile, con la consapevolezza del pesante onere e dell’enorme responsabilità che queste tre donne si sono assunte.

    • Veramente, al tavolo delle negoziazioni, di donne ce ne saranno quattro (e non mi è chiaro il coefficiente di flessibilità della Camusso…)
      Mentre dalla Confindustria la quinta signora fa il controcanto ai sindacati… situazione inedita,ricca di rischi e possibilità

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