di graziella priulla
Alla stessa stregua del pessimismo (iettatori, disfattisti!), il moralismo (puritani, ipocriti!) è considerato un male da cui guardarsi, un inutile retaggio del passato. Con uno strano capovolgimento dei destini, oggi sono moralisti i comunisti ex mangiabambini e le femministe ex streghe, mentre chi vive uno spregiudicato relativismo etico è assai vicino alle gerarchie vaticane.
Un grave segno di puritanesimo lo han dato le donne della manifestazione Se non ora quando, il 13 febbraio 2011. Addirittura sostenevano che vendersi per un appartamento all’Olgettina o per una comparsata a “La pupa e il secchione” non è indice di modernità. Addirittura, le bacchettone dicevano di sentirsi disgustate, offese e indignate dall’immagine sconfortante e dalla rappresentazione degradante dei rapporti tra i sessi offerta dall’entourage berlusconiano e dalle sue televisioni.
Questi hanno risposto con la manifestazione delle mutande, convocata dall’elefantino Ferrara in nome nientepopodimenoche della libertà e della larghezza di vedute. Lì abbiamo appreso che la prostituzione è la via maestra per l’emancipazione. Le veline sono modelli di femminilità postmoderna, le escort sono imprenditrici di successo. E’ legittimo usare il corpo per far carriera anche a Montecitorio.
Perché l’indignazione morale si trasforma così automaticamente in moralismo? Chi lo stabilisce? Dagospia e i settimanali di gossip? Oppure Luca Telese, che introduce un dibattito televisivo sul tema Donne sull’orlo di una crisi presentando così Lorella Zanardo: “lei non è una moralista di sinistra? (di contro a Daniela Santanché non meglio identificata dal punto di vista etico)”
Alla vigilia delle elezioni politiche 2008 Dorina Bianchi ebbe l’onore di un’intervista su Chi, un tempo rivista da parrucchieri ora house organ di palazzo Chigi. Il giornalista fu davvero ficcante. Preferisce il perizoma o gli slip? “Perizoma”. Reggicalze o collant? “Reggicalze e collant”. Griffe del cuore? “Prada e Balenciaga”. Parrucchiere: quante volte la settimana? “Una volta”. Al termine di quell’interrogatorio così utile ad apprezzare le doti politiche della candidata, l’intervistatore le chiese quale fosse mai il suo segreto di bellezza. E Dorina: “Essere sempre di buonumore, pensare positivo, e una buona crema per il corpo due volte al giorno”.
Deputata e senatrice assai pensosa, certo non moralista benché strenua nemica della pillola RU486, la Bianchi ha iniziato la sua esperienza politica nel centrodestra coll’Udc, poi è passata al centrosinistra con la Margherita ed ha aderito al Pd, “democratica per Veltroni”. In seguito è ritornata nell’Udc e dopo le elezioni amministrative del 2011 è entrata nel PdL. La vita è piena di svolte, per i non moralisti.
Certo non è moralista nemmeno l’onorevole Gabriella Carlucci, new entry del partito cattolico e presidente – ahimé – del comitato bicamerale per l’infanzia: “Per i miei figli adolescenti, Berlusconi è un mito perché è simpaticissimo: racconta barzellette, ha fatto diventare il Milan una delle squadre più importanti del mondo, e poi, all’età dei loro nonni, è così virile, ha tutte queste donne”. Un modello per l’infanzia.

invio in corso...