di movimento SNOQ – CT
Come donne catanesi, l’intervista alla sig.ra Pinella Torrisi Drago, comparsa su ‘La Sicilia’ del 24 settembre c.a., non ci lascia indifferenti. Se da un lato, infatti, non possiamo che apprezzare la persona, ancora bella, e il suo ruolo di moglie devota, sempre a fianco del marito, dall’altro non condividiamo il “quadretto familiare” che si è voluto dare nell’articolo, omettendo quello ben più ambiguo dell’uomo politico, “padre-padrone della DC catanese”(come viene definito dallo stesso giornalista) e artefice di quel sistema politico-affaristico, che ha per decenni attanagliato Catania, e che tutt’oggi blocca ogni reale sviluppo della città. La DC di Drago è stata, infatti, la responsabile del sacco edilizio di Catania, della rete capillare di clientele che ha imposto un “sistema” politico e ha impedito che la città sviluppasse una classe borghese matura e autonoma e una classe politica capace di progettare, nella legalità, lo sviluppo del territorio che governava.
La DC di Drago ha sempre negato l’esistenza della mafia, con i suoi intrecci politico-imprenditoriali, mentre in città avvenivano delitti anche eccellenti. La DC di Drago, infine, è stata quella che, mentre il suo “padre-padrone catanese”, innamoratosi di una bella donna sposata, la chiedeva in moglie con la complicità della Sacra Rota, a livello politico nazionale si batteva ipocritamente contro il divorzio. Riconoscendo, quindi, alla sig,ra Pinella Torrisi Drago la sua forza, e niente volendo togliere ai suoi ricordi di moglie, avremmo preferito che rimanessero fatti privati, anzicchè presentare un’immagine oleografica che omette il ricordo della pesante eredità politica, ancora attiva in questa città, dell’onorevole Drago.
Le donne del movimento “Se non ora, quando?…” Catania
Link: il pezzo di Tony Zermo pubblicato su “La Sicilia” il 24/09/11

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