di grazia giurato
Durante il Festival del Cinema di Venezia si sono sollevate polemiche e critiche attorno al film di Cristina Comencini, che mi hanno fatto tornare alla mente momenti tristi ed anche drammatici che riguardano proprio il ruolo della madre, che la cultura spesso ha trasformato in quella che concettualmente si può definire “la mistica della madre”. Personalmente, avendo ospitato in casa mia ragazze abbandonate negli Istituti, ho avuto diverse esperienze. Queste ragazze spesso si chiedevano e mi chiedevano…”ma dov’è mia madre? La vorrei conoscere…, anche per chiederle… perché mi ha abbandonato.” Soffrivano terribilmente… cercavano la madre…volevano la madre…anche solo conoscerla. Chiaramente questi episodi mi mettevano in crisi, mi facevano riflettere, ma, purtroppo, non potevo dar loro le risposte che cercavano. Questo tormento, penso, riguarda anche tanti ragazzi abbandonati… perché tradizionalmente l’abbandono lo effettua la madre, dato che il padre in questi casi non esiste.Una sera, ricordo, sono stata costretta a chiamare la Polizia, poi un’ambulanza…perché laragazza che in quel periodo era mia ospite, ritornando da una passeggiata, si rifiutava di salire (al quarto piano) fino a casa. Si ostinava a dire…”voglio mia madre…no, non salgo…voglio mia madre…” Siamo finite tutte e due in ospedale perché certamente non potevo lasciarlasola, dato che le avevano fatto un T.S.O. (trattamento sanitario obbligatorio).
L’indomani, riferendo alla Direttrice dell’Istituto quanto accaduto, fra l’altro proposi di trasmettere e adottare per quanto possibile concetti nuovi, diversi…adatti alla realtà in cui si vive. In quei luoghi, pensavo, e penso ancora, che non fosse opportuno rappresentarela figura della madre come ci veniva raccontata nelle favolette. Oggi sappiamo benissimo che esistono donne diverse: donne anche malate, donne diventate madri a causa della violenza subita, donne incapaci di essere madri, donne non pronte ad essere madri. Bisogna guardare in faccia la realtà: se possibile va modificata ma anche, se necessario, accettata.Il femminismo degli anni Settanta\Ottanta, che ha rivoluzionato i rapporti uomo-donna, sottolineava…”si nasce femmine; donne e madri si diventa” E non sempre, purtroppo, le nate femmine sono diventate donne e madri. Spero che il film di Cristina Comencini faccia riflettere tutti, Uomini e Donne.

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